Processi di stampa ed impianti di trattamento aria

La società cliente ha affidato a BROFIND la fornitura dell’impianto con cui trattare le emissioni della rotativa (150.000 Nm3/h), consentendo il recupero del solvente utilizzato negli inchiostri (toluolo) durante il processo di stampa riviste, per un quantitativo di circa 1.500 kg/h.

Il 10 settembre 2001 la società cliente ha inaugurato, presso lo stabilimento del nord Italia, il nuovo sistema S10, l’impianto di stampa a rotocalco più avanzato in Europa per il livello di automazione e di innovazione tecnologica. Caratteristiche principali di S10 sono velocità e qualità di stampa ed allo stesso tempo estrema flessibilità d’uso. Il sistema garantisce una capacità produttiva record: 60.000 copie all’ora per fascicoli di 112 pagine, 40.000 per 168 pagine.

Il cliente ha sempre privilegiato  qualità ed eccellenza in campo tecnologico: grazie alla sua politica di rilevanti investimenti,  è oggi infatti una delle aziende grafiche europee tecnologicamente più avanzate, in cui il concetto di qualità intesa come processo e non solo come caratteristica del prodotto finito è applicato con maggiore compiutezza.

Sistema costruttivo

L’aria carica di solvente, proveniente dalla macchina da stampa rotocalco 8 colori ad una temperatura prossima a 55°C, viene aspirata da due ventilatori centrifughi ed inviata a due batterie di raffreddamento, dove raggiunge circa i 35°C, ed a due filtri a tappeto che consentono la rimozione delle impurità eventualmente presenti.

La portata aspirata viene regolata da inverters, a loro volta gestiti da un opportuno sistema di controllo della depressione posto sul condotto di aspirazione principale. Un sofisticato sistema di controllo/regolazione appositamente studiato ottimizza l’aria evacuata da ogni elemento stampa, attraverso serrande modulanti che determinano la quantità d’aria da aspirare da ogni semicappa e di conseguenza quella invece da ricircolare all’interno dell’elemento stesso, in funzione del valore di concentrazione del solvente in uscita.

Il flusso viene inviato in seguito agli adsorbitori contenenti il carbone attivo: dei cinque presenti, quattro sono contemporaneamente mantenuti in adsorbimento, mentre uno è interessato dalla fase di rigenerazione. L’aria depurata in uscita dagli adsorbitori viene inviata in atmosfera attraverso un unico camino, mentre la miscela solvente/vapore ottenuta in rigenerazione viene inviata ad un separatore di fase dove, grazie al differente peso specifico delle due sostanze, avviene la loro separazione fisica per decantazione.

Il solvente così recuperato viene mandato ai serbatoi di stoccaggio, mentre la condensa del vapore viene inviata ad un trattamento finale (strippaggio) per eliminare le tracce residue di toluolo mentre gli eventuali incondensabili presenti nel flusso del desorbato vengono ripresi dagli stessi ventilatori principali e rinviati all’impianto.

Il funzionamento dell’impianto è completamente automatico: un quadro elettrico di comando e controllo include, oltre alle apparecchiature ausiliarie di interfaccia con il campo, un PLC per la gestione delle logiche di funzionamento. Lo stesso PLC, a sua volta, è collegato ad una stazione operatore munita di sistema di supervisione con pagine grafiche, dalla quale è possibile il comando ed il controllo a distanza dell’impianto.

trattamentoaria

I cicli di rigenerazione degli adsorbitori possono essere impostati dall’operatore con diverse modalità a seconda delle esigenze:

  • in manuale la sequenza di apertura/chiusura delle valvole è gestita dall’operatore mediante l’attivazione dei relativi simboli rappresentati sulle pagine grafiche del sistema di supervisione;
  • nella modalità semiautomatica solamente il comando di avvio dei cicli di rigenerazione viene gestito manualmente, mentre la sequenza di apertura/chiusura valvole è completata automaticamente;
  • nella modalità automatica, infine, la gestione dei comandi relativi alla rigenerazione avviene senza alcun intervento degli operatori in funzione di variabili preimpostate quali la concentrazione istantanea di solvente in ingresso e in uscita all’impianto o il flusso di massa dello stesso adsorbito da ciascun letto.

Obiettivi specifici della commessa, problematiche specifiche affrontate

L’impianto di recupero solvente installato presso il cliente permette di recuperare una quantità superiore al 99% del solvente utilizzato nella stampa, al fine di riutilizzarlo all’interno del ciclo produttivo, riducendo così gli acquisti del nuovo solvente.

Intervento e proposta

Per ridurre sensibilmente il consumo di vapore è stato previsto un sistema in grado di recuperare il calore latente ancora presente nella miscela vapore/solvente in uscita dall’adsorbitore durante la fase di rigenerazione: installando a monte del condensatore refrigerante un evaporatore/condensatore verticale a film ed applicando un leggero grado di vuoto prodotto da un eiettore alimentato con vapore a 8-10 bar, è infatti possibile far rievaporare la condensa precedentemente accumulata, addizionandola al vapore fresco di alimentazione e riducendo il consumo effettivo di vapore di circa il 40%.
Contemporaneamente, a completamento della fornitura dell’intero sistema, BROFIND ha curato l’ampliamento del parco serbatoi di stoccaggio del toluolo, sia per quanto riguarda la vendita che per la distribuzione dello stesso alle varie utenze.